Terremoto di magnitudo 5,5 al largo della Sicilia chiude le scuole di Palermo e mette alla prova un nuovo sistema di allerta tsunami
Un terremoto di magnitudo 5,5 ha colpito il Mar Tirreno meridionale al largo delle isole Eolie nell'ambito di una sequenza di oltre 69 scosse, spingendo il sindaco di Palermo a chiudere scuole e università e determinando il primo allarme tsunami emesso secondo un nuovo sistema probabilistico, poi revocato.

Un terremoto di magnitudo 5,5 ha colpito l'area nel sud del Mar Tirreno al largo delle coste settentrionali della Sicilia italiana alle 12:19 ora locale di venerdì 23 ottobre, nell'ambito di una sequenza sismica continua che ha destato preoccupazione a Palermo e nelle isole Eolie, spingendo le autorità a emettere un allarme temporaneo per il rischio di tsunami prima di revocarlo e a chiudere scuole e università come misura precauzionale.
Serie di scosse consecutive
Secondo la Protezione Civile regionale della Sicilia, la sequenza è iniziata all'alba di giovedì 22 ottobre alle 05:37, con scosse la cui magnitudo è variata tra 2,2 e 5,5 a profondità comprese tra 8 e 32 chilometri, e con epicentri marini a circa 20 chilometri a nord-ovest di Alicudi e a circa 80 chilometri a nord di Cefalù. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato 69 scosse di magnitudo pari o superiore a 2 tra il 20 e il 23 ottobre, inclusa una seconda scossa di magnitudo 5 nel pomeriggio di venerdì. (Protezione civile della Sicilia)
La scossa principale è stata avvertita dalla popolazione a Palermo, Catania, Trapani e nelle Eolie fino alla regione Calabria; le mappe di scuotimento ne hanno stimato l'intensità fino al grado V della scala Mercalli nelle isole e nel nord della Sicilia. Non sono stati riportati danni alle persone; i resoconti locali parlano di frane rocciose a Alicudi e Filicudi, lontano dalle aree abitate, e dell'evacuazione o della chiusura delle scuole nelle isole.
Allarme tsunami per un'ora
Il Centro di Allerta Tsunami dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato di aver inviato alla Direzione della Protezione Civile un primo messaggio informativo alle 12:23, per poi elevare il livello di allerta alle 12:29 a «avviso» arancione, indicativo della possibilità di onde di piccola entità con altezze inferiori ai 50 centimetri. I messaggi sono stati distribuiti anche ai Paesi del Mediterraneo aderenti al servizio, dato che il centro fornisce il servizio di allerta tsunami per conto dell'UNESCO nella regione. Dopo la verifica delle letture dei mareografi a Strombolicchio e Ginostra, non è stata rilevata alcuna onda di tsunami e l'allarme è stato revocato alle 13:22.
Prima prova del sistema di allerta probabilistica
L'istituto ha dichiarato che questo evento è il primo trattato dal centro nell'area del Mediterraneo dall'entrata in funzione di una nuova metodologia nota come previsione probabilistica dello tsunami, un approccio che stima la probabilità che un terremoto generi uno tsunami e i potenziali effetti sulle coste, tenendo conto delle incertezze nella generazione e nella propagazione delle onde. Ha sottolineato che le procedure di calcolo e la trasmissione dei messaggi alla Protezione Civile e poi alle autorità locali «hanno funzionato molto bene», definendo quanto avvenuto «un test del sistema superato brillantemente». (Centro italiano di allerta tsunami)
Chiusura di scuole e università a Palermo
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha firmato un provvedimento precauzionale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, e degli uffici universitari fino alle 08:00 di domenica 25 ottobre, attivando le strutture della Protezione Civile comunale per ispezionare edifici e infrastrutture, a partire da quelli più vulnerabili e rilevanti. L'ordinanza invita la popolazione a limitare gli spostamenti in auto salvo necessità, per non ostacolare i mezzi di soccorso, e chiede ai gestori di luoghi affollati di verificare la sicurezza delle strutture e predisporre piani di evacuazione.
Area nota per la sua attività sismica
La zona si trova nei pressi dell'arcipelago vulcanico delle Eolie, classificato tra le aree a maggiore rischio sismico in Italia. Tra i terremoti storici rilevanti vi è quello del 28 maggio 1980 di magnitudo 5,7, che provocò danni sull'isola di Alicudi; la stessa area era stata interessata a marzo 2026 da una sequenza che comprendeva oltre 50 scosse a ovest dell'isola.



