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Barak: la stabilità in Medio Oriente richiede diplomazia e cooperazione, la 'Grande Israele' è un'illusione

التحريرPubblicato: 2026-10-29 19:14 · 3 min di lettura

L'inviato speciale americano per Iraq e Siria ha detto che affrontare le conseguenze del 7 ottobre richiede un riassetto dei confini e la risoluzione delle controversie tramite la diplomazia, sottolineando la capacità dell'Iraq di attrarre investimenti rispetto alle difficoltà economiche della Siria.

Barak: la stabilità in Medio Oriente richiede diplomazia e cooperazione, la 'Grande Israele' è un'illusione

L'inviato speciale americano per l'Iraq e la Siria, Tom Barak, ha detto che la stabilità in Medio Oriente non si ottiene proseguendo le guerre, ma attraverso la diplomazia e la cooperazione regionale, definendo l'idea della 'Grande Israele' un 'illusione' propagata da avversari politici.

Barak ha aggiunto, durante un intervento alla CNN, che le ripercussioni degli eventi del 7 ottobre hanno costretto Israele a rivedere i propri confini, sottolineando che la risoluzione dei conflitti nella regione deve avvenire per via diplomatica indipendentemente dall'identità del primo ministro israeliano.

Ha osservato che gli Stati della regione hanno capito che la cooperazione comune è una necessità imposta dai fatti, quindi ha valutato i dossier siriano e iracheno, affermando che l'Iraq dispone di una vasta base di entrate petrolifere che gli conferisce la capacità di attrarre investimenti.

Sulla Siria, Barak ha detto che il Paese attualmente manca di rendite finanziarie sufficienti e di un sistema bancario stabile, oltre a essere soggetto a restrizioni alle esportazioni e all'assenza di garanzie di sicurezza, il che rende l'attrazione di investimenti internazionali — in particolare dalle grandi compagnie energetiche americane e occidentali — un compito difficile che richiederà tempo e ampio impegno.

Ha quindi elogiato il sostegno degli Stati del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Qatar ed Emirati, nel contribuire alla stabilità della Siria, e ha espresso apprezzamento per il fatto che l'attuale leadership siriana si astenga dall'intraprendere risposte militari escalationiste alle ripetute incursioni israeliane attraverso le frontiere.

Barak ha concluso affermando che gli obiettivi dell'amministrazione Trump non mirano a ottenere vantaggi egoistici e che Washington sta lavorando per aprire percorsi volti ad attenuare le restrizioni commerciali e bancarie a sostegno della stabilità economica e politica nella regione.

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