Aumento dei prezzi del petrolio dopo attacchi in Arabia Saudita e partenza di diplomatici USA da alcune missioni
I prezzi del Brent e del WTI sono saliti giovedì dopo attacchi attribuiti agli Houthi in Arabia Saudita e ordini statunitensi di evacuazione per alcuni diplomatici; le scorte di greggio negli USA sono calate di 3,06 milioni di barili.

I prezzi del petrolio sono aumentati giovedì a seguito di attacchi attribuiti agli Houthi in Arabia Saudita che hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture energetiche nella regione, e ciò è coinciso con l'emissione da parte degli Stati Uniti di ordini per alcuni diplomatici e i loro familiari di lasciare missioni nel Regno.
I contratti futures del Brent sono saliti di 1.29 dollari, ovvero l'1.2%, a 110.11 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense è aumentato di 97 centesimi, l'1%, a 98.12 dollari al barile.
I movimenti dei prezzi sono avvenuti dopo attacchi attribuiti agli Houthi, tra cui un attacco con un velivolo senza pilota contro un giacimento petrolifero saudita che ha causato la morte di due persone, e un altro attacco che ha preso di mira l'aeroporto di Dammam, provocando un morto e otto feriti.
Sono aumentate le preoccupazioni per ulteriori rischi al traffico di navi petrolifere, dopo che dati della società Kpler hanno mostrato almeno 18 attacchi contro navi nelle ultime due settimane, con avvertimenti sul possibile allargamento dell'obiettivo verso petroliere anche in aree al di fuori dello Stretto di Hormuz.
Sul fronte dell'offerta, l'Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti ha riferito che le scorte di petrolio greggio negli USA sono diminuite la scorsa settimana di 3.06 milioni di barili, a 412.5 milioni di barili, superando le previsioni degli analisti che indicavano una perdita di 820.000 barili.



