I prezzi del petrolio schizzano mentre aumentano le tensioni nel Golfo dopo gli attacchi degli Houthi
I prezzi del petrolio sono saliti venerdì con l'aumentare delle preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture energetiche dopo gli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita e l'acuirsi delle tensioni nella regione del Golfo; il Brent ha raggiunto 115 dollari e il WTI 100.67 dollari al barile.

I prezzi del petrolio hanno continuato a salire durante le contrattazioni di venerdì, spinti da timori di interruzioni delle forniture energetiche dal Medio Oriente in seguito agli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita e dall'aumento delle tensioni di sicurezza nella regione del Golfo.
I contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono saliti mentre i mercati temono un'escalation dei conflitti e il loro impatto sui flussi petroliferi mondiali.
I due greggi hanno registrato forti guadagni durante le contrattazioni di giovedì, con il Brent che ha chiuso al suo livello più alto dallo scorso 4 maggio, mentre il mercato prevede che gli attacchi e le tensioni possano provocare nuove interruzioni nelle forniture.
I futures sul Brent di riferimento con consegna a dicembre sono saliti dello 0.81% (91 centesimi), a 115 dollari al barile.
Nel frattempo i futures sul WTI con consegna a dicembre sono saliti di 120 centesimi, ovvero dell'1.2%, a 100.67 dollari al barile.
Su base settimanale, il Brent è diretto a segnare il terzo rialzo settimanale consecutivo dopo aver chiuso al massimo dal 4 maggio, mentre il WTI è invece in procinto di chiudere la settimana in calo dopo due settimane di guadagni.



