Fluttuazioni delle decisioni di Trump nella gestione degli Stati Uniti, perdite nei mercati e costo della guerra con l'Iran
Nelle ultime settimane si sono susseguiti ripensamenti nelle decisioni del presidente Usa Donald Trump e rapidi avvicendamenti alla Casa Bianca, in parallelo a messaggi contrastanti sull'Iran, calo dei mercati e aumento del costo della guerra per i contribuenti e le famiglie americane.

Nelle ultime settimane si è registrata una serie di marce indietro nelle decisioni del presidente statunitense Donald Trump, su dossier esteri e interni, insieme a rapidi avvicendamenti nel team alla Casa Bianca, in concomitanza con messaggi contraddittori sulla guerra con l'Iran, cali nei mercati finanziari e un costo crescente della guerra per i contribuenti e le famiglie americane, a meno di due settimane dalle elezioni di midterm previste per il 3 novembre.
Dalle sanzioni alla Russia alla sospensione
Il 18 settembre scorso Trump ha firmato la legge sulle sanzioni a Russia e Iran approvata dal Congresso con il sostegno di entrambi i partiti, intitolata al senatore defunto Lindsey Graham. La legge prevede l'aumento delle tariffe sulle merci russe fino al 500% e l'imposizione di tariffe fino al 100% sulle merci dei cinque Paesi che importano più petrolio e gas russi.
Tuttavia il 16 ottobre Trump ha firmato un ordine esecutivo con il quale ha sospeso l'applicazione di tali tariffe e misure sanzionatorie, due giorni prima della scadenza per l'entrata in vigore della legge, affermando nella sua comunicazione al Congresso che l'esenzione «serve gli interessi nazionali» degli Stati Uniti, pur mantenendo in vigore le sanzioni già imposte a Mosca da precedenti ordini esecutivi.
Spot finanziati con denaro pubblico e annullamento della trasmissione dell'esecuzione capitale
Il 5 ottobre Trump ha annunciato di tornare sulla decisione di finanziare con denaro dei contribuenti spot televisivi in cui promuove sé stesso e le politiche della sua amministrazione, dopo critiche da parte di deputati democratici e repubblicani, precisando che li finanzierà con i propri fondi e con denaro del comitato di azione politica (PAC) a suo sostegno.
Il 15 ottobre lo stesso Trump ha annullato un piano annunciato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth di trasmettere in diretta l'esecuzione di Nidal Hasan, autore dell'attacco alla base di Fort Hood nel 2009, stabilendo che la pena verrà eseguita senza diretta televisiva.
Rapidi cambi al personale della Casa Bianca
Sul fronte del team presidenziale, Katy Zakaria ha lasciato l'incarico di portavoce della Casa Bianca dopo soli cinque giorni dalla nomina, a seguito di critiche al suo primo briefing e interrogativi sulle sue qualifiche legali; Zakaria ha dichiarato che è stato un onore lavorare con Trump. Stampa americana ha riferito di tensioni tra alti consiglieri alla Casa Bianca e di dubbi sul futuro della chief of staff Suzy Wiles, mentre Trump ha assicurato che lei gode della sua piena fiducia.
Messaggi contraddittori sull'Iran e lo Stretto di Hormuz
Sul dossier iraniano, mercoledì sera Trump ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti non stanno negoziando con l'Iran, aggiungendo che «accadrà qualcosa molto presto», mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran resta aperta alla diplomazia ed è pronta a difendersi.
Giovedì, via la sua piattaforma Truth Social, Trump ha accusato l'Iran di aver inscenato attacchi contro navi e mine nello Stretto di Hormuz per alzare i prezzi del petrolio prima del voto, sostenendo che i volumi di petrolio che transitano lo stretto sono ora maggiori rispetto a prima dello scoppio della guerra. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane ha invece annunciato che sette petroliere nello stretto sono state colpite, quattro da attacchi e tre da mine navali.
Perdite nei mercati e rialzo del petrolio
I mercati statunitensi hanno chiuso giovedì in deciso calo: l'indice Standard & Poor's 500 è sceso dell'1,2% a 7663,43 punti nella sua peggiore seduta da luglio, il Nasdaq Composite ha perso il 2,6% scendendo a 26008,86 punti nella peggiore performance da giugno, mentre il Dow Jones ha chiuso sostanzialmente stabile a 52867,98 punti. Il ribasso è stato determinato da timori sui costi della spesa per l'intelligenza artificiale e da rapporti su piani congiunti Usa-Israele per riprendere attacchi contro l'Iran dopo le elezioni.
Il Brent è salito del 4% a 113,17 dollari al barile, il livello più alto da maggio, mentre il greggio statunitense è salito a 99,47 dollari al barile.
Il costo della guerra per il Tesoro e per le famiglie
A settembre l'Ufficio del Bilancio del Congresso (CBO) ha stimato il costo della guerra con l'Iran per il Dipartimento della Difesa in circa 38,1 miliardi di dollari fino al 1° agosto, con un costo aggiuntivo stimato tra 2 e 3 miliardi di dollari per ogni mese supplementare di combattimenti.
A livello delle famiglie, il capo economista di Moody's Analytics, Mark Zandi, ha stimato che i consumatori americani hanno sostenuto costi per circa 265 miliardi di dollari dall'inizio della guerra a fine febbraio, ossia circa 2.000 dollari per famiglia in media, a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e dei costi di indebitamento.
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