Il ritorno di un ricercatore iracheno guida la ricerca e il restauro di un archivio cinematografico minacciato
Dopo decenni di guerre e abbandono, proseguono gli sforzi per cercare e restaurare bobine cinematografiche irachene scomparse, guidati da Hassan al-Sudani tornato a Baghdad nel 2023 per raccogliere e catalogare l'archivio.

Operazioni di ricerca e restauro su vecchi film iracheni rappresentano un tentativo di salvare una memoria cinematografica vicina alla perdita, guidate dal ricercatore Hassan al-Sudani che è tornato a Baghdad nel 2023 per raccogliere, catalogare e restaurare bobine danneggiate o saccheggiate nel corso di decenni di conflitto, secondo un resoconto di una rivista britannica specializzata.
Il reportage racconta l'archivio situato nella Zona Verde di Baghdad, in edifici di cemento che ospitano stanze fredde e buie piene di scatole di pellicole. Al-Sudani si trova tra pile di scatole, alcune gettate a terra, altre ammucchiate su scaffali, altre ancora arrugginite ai lati e in alcuni casi annerite dal calore. Le scatole recano loghi di case di produzione scomparse e i titoli di film come "Frontiere infuocate", "Il mostro del lago di Loch Ness" e una versione ridotta di "Al-Qadisiyya", ma l'assenza di etichette e di un catalogo generale rende il contenuto di molte scatole un mistero che richiede l'apertura e l'esame delle bobine per essere identificato.
Al-Sudani, che ha vissuto in Svezia dopo aver lasciato l'Iraq negli anni Novanta, è tornato per guidare le ricerche sull'archivio cinematografico iracheno perduto. Ha un dottorato sulla relazione tra memoria e cinema e considera la sua missione un'estensione del suo interesse per questo rapporto e un beneficio per tutti gli iracheni.
Il pezzo ripercorre anche il declino della scena cinematografica irachena, fiorita a metà del XX secolo con la fondazione della società "Baghdad Studio" alla fine degli anni Quaranta e la presenza di oltre cento sale cinematografiche nel paese, prima del declino in seguito all'arrivo al potere di Saddam Hussein nel 1979 a causa di restrizioni, censura e sanzioni internazionali, e del colpo ulteriore rappresentato dall'invasione dell'Iraq nel 2003 che ha disperso gli archivi e portato al furto o al degrado di molte bobine.
Il rapporto cita il regista Adi Rashid, autore del film "Underexposure" (التعريض الناقص), considerato il primo film girato in Iraq dopo l'inizio dell'invasione: racconta di aver lottato con la nuova amministrazione per ottenere condizioni di conservazione adeguate e che il caldo estivo danneggiava le bobine. Per proteggere quanto possibile, Rashid ha conservato bobine in 16 mm nella casa della sua famiglia, e le ha consegnate ad Al-Sudani lo scorso anno dopo che quest'ultimo ha proseguito le ricerche in tutto l'Iraq per raccogliere i materiali sopravvissuti.
Le ricerche si sono estese a depositi ufficiali, uffici governativi, magazzini, piani interrati e teatri, e sono stati trovati film sia in possesso di agenzie di sicurezza sia di privati. La situazione include casi di distruzione intenzionale, negligenza, furti e materiali ancora minacciati da condizioni climatiche avverse e da conservazione inadeguata.
Tra i lavori di restauro recentemente completati figura il film "Saeed Effendi" di Kamiran Husni, un classico degli anni Cinquanta proiettato a Baghdad, dopo il restauro con il sostegno dell'Istituto nazionale francese per l'audiovisivo, per la prima volta dopo decenni; la proiezione ha attirato un grande pubblico, tanto che alcuni spettatori si sono seduti a terra per seguirla.
Le ricerche hanno riservato anche scoperte inaspettate, tra cui una bobina che documenta l'incoronazione del re Faisal II, ritrovata tra bobine deteriorate ma in buone condizioni, cosa che ha suscitato in Al-Sudani una grande gioia e la sensazione di aver scoperto un tesoro. Egli paragona la sua impresa a scavi archeologici che portano alla luce oggetti sepolti.
Il rapporto osserva che ricostruire l'archivio cinematografico non significa soltanto recuperare un passato visivo, ma contribuisce anche alla formazione di una nuova scena culturale con il ritorno di artisti e intellettuali dalla diaspora. Al-Sudani considera la preservazione del passato e la costruzione dell'archivio parte fondamentale del recupero dell'identità nazionale, e la rivista propone la visione di tre film che segnano tappe della storia del cinema iracheno: "Saeed Effendi" (1957), "Underexposure" (2005) e "La torta del presidente" (2025).



