Alimenti ultra-processati e cancro: uno studio riconsidera le preoccupazioni diffuse
Alimenti ultra-processati e cancro: uno studio riconsidera le preoccupazioni diffuse

Negli ultimi anni gli alimenti ultra-processati hanno suscitato preoccupazioni diffuse a causa del loro possibile legame con numerose malattie croniche, tra cui il cancro del colon e del retto.
Tuttavia, un ampio studio statunitense su oltre 460.000 persone ha raggiunto risultati che potrebbero far riconsiderare alcune di queste ipotesi, secondo Science Daily.
Lo studio ha mostrato che consumare quantità maggiori di alimenti ultra-processati non è associato a un aumento del rischio complessivo di cancro al colon e al retto. Al contrario, i risultati hanno rivelato che l'effetto varia a seconda del tipo e della composizione degli alimenti: alcuni erano associati a tassi più bassi di malattia, altri a tassi più alti.
Gli ingredienti contano più del grado di lavorazione
Lo studio è stato guidato dalla ricercatrice Erika Loftfield dell'Istituto Nazionale del Cancro, e i risultati sono stati pubblicati su PLOS Medicine. I risultati indicano che gli effetti sulla salute degli alimenti ultra-processati non dipendono necessariamente dalla loro etichetta «ultra-processato», ma dal loro valore nutrizionale e dalla composizione effettiva.
Questi alimenti costituiscono oltre la metà delle calorie consumate dagli adulti negli Stati Uniti, ma la categoria comprende prodotti molto diversi tra loro, il che rende complessa la valutazione dei loro effetti sulla salute nel complesso.

(Illustrazione iStock)
Differenze evidenti tra i tipi di alimenti
Lo studio ha rilevato che alcuni prodotti ultra-processati, come i cereali integrali e alcuni latticini, erano associati a un minor rischio di cancro al colon e al retto. Al contrario, il consumo di carni lavorate era associato a un aumento del rischio.
Questi risultati evidenziano che il solo livello di lavorazione potrebbe non essere un indicatore sufficiente per giudicare gli effetti sulla salute di diversi alimenti.
Monitoraggio di oltre 460.000 persone
I ricercatori si sono basati su dati alimentari e sanitari di 461.682 americani di età compresa tra i 50 e i 71 anni al momento dell'adesione allo studio NIH-AARP su dieta e salute nel 1995-1996.
Durante un follow-up durato circa 19 anni, il team di ricerca non ha trovato alcuna associazione generale tra il consumo totale di alimenti ultra-processati e i tassi di cancro al colon e al retto. In altre parole, i tassi di incidenza non erano più alti tra le persone che consumavano maggiori quantità di questi alimenti rispetto ad altre.
Cereali integrali e latticini possono offrire protezione
Analizzando specifiche categorie alimentari separatamente, è emerso che un aumento del consumo di cereali integrali, fibre, prodotti lattiero-caseari e calcio provenienti da fonti ultra-processate era associato a una riduzione dei tassi di cancro al colon e al retto.
Le carni ultra-processate, invece, hanno mostrato una tendenza opposta: un elevato consumo è stato associato a un aumento dei tassi di malattia.

Prodotti lattiero-caseari (iStock)
Sostituire alcuni alimenti riduce il rischio
I ricercatori hanno anche esaminato l'effetto di sostituire una parte degli alimenti ultra-processati con alternative meno lavorate. L'analisi ha mostrato che sostituire il 10% di questi alimenti, per peso, con alimenti meno processati era associato a una riduzione del rischio di cancro al colon e al retto del 2%.
Cosa significano i risultati?
Lo studio suggerisce che le caratteristiche nutrizionali di ogni prodotto possono essere più importanti della sua classificazione come «ultra-processato». Gli alimenti inclusi in questa categoria non sono omogenei negli effetti sulla salute e la loro relazione con il rischio di cancro può variare significativamente.
Raccomandazioni dietetiche confermate
Questi risultati supportano un approccio che si concentra sulla qualità degli alimenti e sui loro componenti nutrizionali piuttosto che giudicare tutti gli alimenti ultra-processati nello stesso modo. Sono inoltre coerenti con le attuali raccomandazioni dietetiche per la prevenzione del cancro del colon e del retto, che incoraggiano il consumo di cereali integrali, fibre, latticini e alimenti ricchi di calcio, e la riduzione del consumo di carni lavorate.



