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Avvertimenti sulla diffusione di disinformazione tramite chatbot prima delle elezioni del 3 novembre

التحريرPublished: 2026-11-01 17:26 · 5 min read · 👁 29 views

Con l’avvicinarsi delle elezioni del 3 novembre, un numero crescente di elettori si affida a chatbot basati sull’intelligenza artificiale, mentre studi avvertono che errori ricorrenti e fonti di scarsa qualità possono contribuire a fuorviare gli elettori.

Avvertimenti sulla diffusione di disinformazione tramite chatbot prima delle elezioni del 3 novembre

Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, fissate per il 3 novembre, milioni di elettori si rivolgono a chatbot basati sull’intelligenza artificiale per informazioni elettorali, ma studi recenti avvertono che questi strumenti potrebbero aumentare la diffusione di disinformazione tramite errori nelle risposte, confusione tra candidati e la riproduzione di propaganda straniera.

Uno studio della startup Forum AI, specializzata nella valutazione dei modelli di intelligenza artificiale, ha rilevato che circa il 40% delle risposte dei chatbot a domande elettorali conteneva almeno un errore. Lo studio ha riportato esempi pratici: il modello Claude di Anthropic ha attribuito per errore a un deputato della Carolina del Nord la qualifica di "ex direttore di un distretto scolastico", confondendo profili tra candidati.

Lo studio ha aggiunto che gli errori erano più frequenti nelle domande operative relative alle procedure di voto rispetto a quelli sui singoli candidati. Per esempio, il modello Gemini 3.6 Flash di Google ha risposto che il 3 novembre fosse la scadenza per richiedere il voto per corrispondenza in Pennsylvania, mentre lo studio ha indicato che la scadenza reale era una settimana prima.

Forum AI ha inoltre affermato che i chatbot hanno attribuito centinaia di volte dichiarazioni a candidati, funzionari e osservatori che non erano state pronunciate da loro, e si sono ripetutamente basati su fonti online giudicate "di bassa qualità", come discussioni in forum.

Anthropic non ha risposto alla richiesta di commento dell’Agenzia France-Presse (AFP). Google ha invece confermato di concentrarsi sull’aiutare gli elettori a trovare informazioni affidabili e di applicare controlli di qualità e politiche rigorose ai suoi prodotti di intelligenza artificiale sui temi elettorali.

A fine ottobre, il servizio di fact-checking dell’AFP ha smentito un video probabilmente modificato con l’intelligenza artificiale che sosteneva di mostrare un ex studente di un candidato al Senato del Texas, James Talarico, che lo accusava di cattiva condotta sessuale; i servizi di fact-checking lo hanno definito infondato e con caratteristiche di una campagna di disinformazione russa.

Secondo un rapporto pubblicato da un sito specializzato nel monitoraggio della disinformazione, servizi legati all’intelligenza artificiale, tra cui AI Overview di Google e altri modelli, hanno riprodotto la stessa accusa quando sono stati interrogati. Un altro rapporto ha indicato che gli utenti dei chatbot sono esposti al rischio di inganni da operazioni di influenza straniere e da altri attori malevoli.

Un test successivo svolto dal team di fact-checking dell’AFP, dopo la pubblicazione delle rettifiche, ha mostrato che alcuni strumenti di intelligenza artificiale si sono poi basati nei loro riscontri su verificatori di fatti specializzati, evidenziando variazioni nei risultati tra un test e l’altro. Google ha dichiarato che il problema è stato risolto dopo l’aggiornamento dei suoi sistemi per mostrare i rapporti aggiornati, mentre Microsoft ha spiegato che all’epoca della prima interrogazione le informazioni affidabili disponibili erano limitate e che Copilot ha cambiato posizione dopo la disponibilità di dati più recenti, ritenendo infondata l’accusa.

La situazione non è del tutto rassicurante. Un sondaggio della National Conference on Citizenship, un’organizzazione non partigiana, ha rilevato che due americani su cinque hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per cercare informazioni elettorali, incluse informazioni sui candidati e sulle proposte al voto. Il sondaggio ha segnalato che solo il 40% si fida di questi strumenti per informazioni procedurali sul voto, mentre il 60% dice di averne poca o nessuna fiducia quanto alla loro imparzialità verso i candidati.

Al contrario, una ricerca del Brennan Center for Justice ha concluso che i principali modelli di chatbot hanno respinto teorie del complotto diffuse sulle elezioni, come le accuse di manipolazione delle macchine per il voto, mostrando empatia verso gli utenti scettici e rifiutando di avallare le teorie del complotto. Il centro ha ritenuto che ciò indichi che questi strumenti potrebbero svolgere un ruolo costruttivo nella lotta alla disinformazione elettorale nonostante gli errori ricorrenti.

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